Adesso che ho finalmente tempo di riprendere a scrivere devo sdebitarmi di una promessa fatta ad un amico italiano. Giovedi' scorso, ad un gruppo di lavoro che si riunisce circa una volta al mese e che si chiama abbastanza pomposamente Patristica Bostoniensia e' intervenuta Maureen Tilley, che insegna alla prestigiosa Fordham University ed e' la massima esperta nordamericana di "donatismo". Quest'ultima e' un'eresia nata nell'Africa romana alla fine della persecuzione di Diocleziano, nei primi anni del quarto secolo: l'iniziatore sarebbe stato un certo Donato, un vescovo che si sarebbe rifiutato di riconoscere l'autorita' di altri vescovi che durante la persecuzione erano venuti a patti con i persecutori, in particolare consegnando (traditores) loro i libri sacri. I donatisti formarono una chiesa parallela che rifiutava perfino il nome di "cristiani" a coloro che non avevano uno standard morale adeguato. I donatisti rimasero per quasi un secolo la maggioranza del cristianesimo africano, finche' Agostino, compiendo una delle azioni piu' scellerate e nefaste della storia, non chiese l'aiuto dell'autorita' imperiale teorizzando che Dio avrebbe consentito anche l'uso della forza quando si trattava di "convertire" gli eretici all'ortodossia.
Tilley non ha detto niente di particolarmente nuovo sull'argomento, ma gran parte della sua lezione e' stata dedicata a dimostrare che la storia della ricerca ha sempre "essenzializzato" il donatismo, di solito rappresentandolo come un movimento monolitico e conservatore, incapace di aggiornarsi alla novita' del cristianesimo imperiale del dopo Costantino. In realta', come ogni altro gruppo religioso la cui storia e' durata per piu' secoli anche il donatismo ha vissuto evoluzioni e mutamenti dottrinali di cui e' rimasta traccia nelle fonti.
Abbastanza interessante e' stato apprendere cosa ha spinto Tilley a studiare il donatismo, un oggetto di ricerca molto insolito qui in Nord America: Tilley, che e' cattolica, ha detto che, all'indomani delle riforme del Vaticano II, le pareva utile vedere cosa la chiesa cattolica aveva perso condannando il donatismo. Agostino e gli altri anti-donatisti, per combattare il rigorismo dei loro avversari, dovettero infatti gettare le basi della dottrina per cui la validita' dei sacramenti non dipende dalla moralita' di chi li celebra, ma dall'esattezza con cui viene compiuto il rito. Una soluzione del genere ha provocato, anche in tempi molto recenti, non poche storture: per esempio, in molti dei casi di pedofilia del clero americano, i responsabili di questi delitti gravissimi sono stati giustificati e difesi perfino dai parrocchiani con la motivazioni che le loro liturgie erano grandi "fonti di ispirazione" per la precisione con cui venivano celebrate.