martedì 15 febbraio 2011

Le donne nella genealogia di Gesu'


Negli ultimi giorni mi capita spesso di imbattermi nel problema esegetico delle quattro donne nominate da Matteo nella genealogia (altrimenti tutta maschile) che apre il suo Vangelo. Nella puntata di "Uomini e profeti" del 30 gennaio scorso, Flavio Dalla Vecchia, professore di Sacra Scrittura presso lo Studio teologico di Brescia, commentando la storia di Raab (in Giosue' 2), dice che la prostituta e' associata a Maria da Matteo, per lo scarso "decoro" delle loro rispettive vicende. Poi, ho letto sul blog "Libero Arbitrio" dell'intervento di Camillo Langone ad una recente manifestazione di sostegno a Berlusconi: in sostanza, la genealogia di Gesu' dimostrerebbe che Dio accetta tutti, "santi e peccatori", nel suo disegno di perfezione che culmina in Gesu'.
In entrambi questi casi, viene ripresa una delle due piu' diffuse proposte avanzate dagli esegeti per risolvere il problema delle quattro donne nominate da Matteo. Questo particolare del Vangelo e' tanto piu' strano in quanto, in una genealogia di questo tipo, ci si aspetterebbe di trovare i nomi delle grandi matriarche di Israele (Sara, Rebecca, Rachele...) e non quelli, bene o male minori, di Tamar, Raab, Rut e Betsabea. Una soluzione esegetica molto diffusa e', come dicevo, quella di pensare che i quattro nomi siano legati dal fatto di aver avuto vicende sessuali "particolari" (come dice ancora Dalla Vecchia). La cosa e' senz'altro vera per quanto riguarda Raab, data la professione, e Betsabea, in virtu' del famoso adulterio con Davide. Si discute molto sul caso di Tamar, che di fatto non fa nulla di riprovevole dal punto di vista morale, ma certo Rut sta malissimo dentro questo quadro: per lei, anziche' di mancanza di decoro, le fonti parlano di un comportamento modello.
Ovviamente, i problemi piu' grossi nascono quando si deve arrivare a inserire Maria, la madre di Gesu', in questa lista, visto che praticamente per tutti le donne sono nominate nella genealogia per "preparare" il passaggio conclusivo e la "irregolare" discendenza di Gesu' da una linea femminile anziche' maschile. Per molti, se le altre quattro donne sono state scelte a motivo dei problemi nella loro condotta sessuale, questo e' anche il punto che Matteo intende sottolineare a proposito di Maria. A tale proposito, di solito si fa riferimento alla notizia (che emerge piu' tardi nelle fonti antiche) secondo la quale Gesu' sarebbe il frutto di una relazione adulterina con un soldato romano. Matteo sarebbe a conoscenza della diceria e metterebbe le mani avanti, mostrando che anche nella gloriosa storia di Israele non siano mancati episodi analoghi.
Ovviamente, diviene interessante capire come Langone abbia risolto questo passaggio esegetico e sia arrivato (stando a quanto riferisce il blog citato sopra) a definire Maria "donna perfetta". Se ha fatto ricorso al vecchio e onorato principio mediterraneo secondo il quale "tutte le donne sono puttane, tranne mia madre e mia sorella", e' difficile capire come possa accusare altri di essere moralisti e puritani.

5 commenti:

Unknown ha detto...

Buongiorno Professore,
ho letto il post da lei citato e personalmente l'ho trovato un po' campato in aria, specie nella chiusa, dove il nostro blogger, non so se per idea sua o per quanto sentito nella manifestazione contro il "neo-puritanesimo ipocrita", arriva a supporre il volere di Dio. Secondo questo suo ragionamento, leggendo altri passi della Bibbia si potrebbe supporre che Dio voglia la pace e la libertà ma che non disdegni, come mezzi per raggiungerla, stragi gratuite o eccidi di massa.
Chissà che ne pensa la Chiesa (oggi)?
Di contro, ma qui si scivola nel politico, mi lascia basito che le stesse persone che cercano di giustificare i presunti comportamenti libertini del premier italiano, indicando come esempio Salomone (esempio peraltro stonato visto che la poligamia di Salomone era invisa a Dio) , non tanto tempo fa accusavano gli islamici di immoralità proprio a causa della loro poligamia. Quando si dice avere poche idee, ma confuse...

Giovanni Bazzana ha detto...

Caro McG,
sono d'accordo nel senso che questo tipo di utilizzo dei racconti biblici (che comunque non manca certo di precedenti), oltre ai problemi strettamente esegetici, rischia di condurre a conclusioni magari non volute o assai arrischiate.
Basti considerare, per esempio, quali sono le conseguenze del peccato sessuale di Davide nel racconto biblico e chi finisce per portare la punizione che comunque Dio commina.

ClaudioLXXXI ha detto...

Buongiorno, sono l'autore del blog Libero arbitrio e qui c'era il mio post
http://deliberoarbitrio.splinder.com/post/24096480
L'intervento di Langone non mi sembrava voler minimizzare la portata dei peccati di Salomone, Davide, Giacobbe (il suocero di Tamar), anche perchè lui stesso di solito nelle sue rubriche è molto severo con questo tipo di peccati. Il senso dell'intervento, e ho cercato di riportarlo, mi è sembrato invece: Dio odia il peccato ma vuole salvare i peccatori, infatti se li è scelti come antenati. Il disprezzo puritano per la persona del lussurioso non è un modo di pensare autenticamente cattolico.
Mi sembra una considerazione veritiera, al di là delle contingenti vicende politiche, e debbo ammettere che mi ha fatto "riconciliare" con quei brani sulla genealogia di Gesù che ho sempre trovato noiosi e ripetitivi sentendoli a Messa, mentre adesso li apprezzo molto di più.

Su Maria, Langone non l'ha nominata, quella è stata una mia piccola glossa (avrei dovuto specificare). Peraltro, essendo io cattolico (ignoro se lo sia anche l'autore di questo blog), ed essendolo anche Langone, crediamo nell'Immacolata Concezione e consideriamo davvero Maria perfetta, cioè senza peccato, e ovviamente non prestiamo fede alla storia del soldato Pantera o Panciera.
Non vedo però il contrasto tra lei e le altre donne peccatrici, perchè peccatori lo sono anche gli uomini: nel caso di Tamar, il vero peccatore è il di lei suocero, così come per Betsabea il principale colpevole è Davide. Maria entra nella genealogia proprio come promessa di riscatto dal peccato universale.
Peraltro non capisco cosa porti a ipotizzare che Langone abbia fatto considerazioni "mediterranee" avvilenti verso tutte le donne, e peraltro che io sappia considerazioni di questo tipo sono diffuse, purtroppo, anche nel nord america.

Saluti

Anonimo ha detto...

A Giovanni Bazzana (e magari anche ad altri più esperti sull'argomento):

lo so che probabilmente quella che faccio adesso è una domanda più idonea a uno studioso di storia della filosofia o di storia della medicina, ma vorrei sapere se avevi mai letto qualcosa relativo alle teorie filosofiche o mediche dell'antichità su come avveniva il concepimento di animali e più precisamente di esseri umani.

Io conosco bene ad esempio la teoria di Aristotele esposta nella "Generazione degli animali", ecco qui un saggio al riguardo ( http://www.scielo.br/scielo.php?pid=S0100-512X2010000200010&script=sci_arttext dove guarda a caso si parla di pneuma).

Tu sei per caso a conoscenza di altre teorie sul concepimento umano o animale in generale che erano diffuse all'epoca di Gesù e dei primi gruppi cristiani? E' un argomento che potrebbe chiarire l'intento delle tradizioni relative alla nascita di Gesù (peraltro bisogna ricordare che il corano afferma la nascita verginale di Gesù ma nega la sua natura divina) e a concetti teologici come "madre di Dio" e simili.

Ciao.
Michele

Giovanni Bazzana ha detto...

Caro Claudio,
grazie della pronta risposta e della puntualizzazione sul contenuto del discorso da cui e' originato il tuo post.
Mi sembrava strano che Langone avesse introdotto anche la questione di Maria, perche' questa e' in effetti il punto piu' debole dell'esegesi della genealogia che lui ha proposto. Se, come probabilmente credeva l'autore di Matteo, Maria concepisce il figlio da vergine, non si capisce perche' questa concezione "pura" venga accostata a quella delle altre "peccatrici" (incidentalmente, ti faccio notare che la storia di Pantera, anche se vera, non avrebbe nessuna influenza sulla questione dell'Immacolata concezione, soprattutto nel caso si accetti la versione che intende la gravidanza come frutto di uno stupro).
Mi interessava soprattutto il punto storico-esegetico, ma aggiungo una parola, perche' temo di non essere stato chiaro sulla questione "mediterranea". Onestamente, io non ho idea di chi sia questo Langone, ma posso concordare con lui e con te sul fatto che vadano condannati i peccati e non i peccatori. Pero', trovo che l'utilizzo specifico di questo passo di Matteo sia problematico, proprio da questo punto di vista. Se si fa un elenco di peccati commessi da Ebrei (e da donne e uomini che hanno un posto di rilievo in un'altra tradizione religiosa) e poi si conclude dicendo che, appena arrivano i cristiani, ecco appare la perfezione, non mi pare che si sia usciti dal facile moralismo da cui si era partiti.
Ciao