
Al recente convegno di Strasburgo, Enrico Norelli, che e' professore di letteratura cristiana antica all'Universita' di Ginevra, mi ha gentilmente regalato una copia dell'ultimo libro da lui pubblicato: "Marie des apocryphes (Maria degli apocrifi. Inchiesta sulla madre di Gesu' nel cristianesimo antico)". Ho sempre avuto una grande stima nei confronti di Norelli e devo dire che considero i suoi lavori sull'Ascensione di Isaia e su Papia delle pietre miliari nella ricerca storica, ma questo libro mi ha sorpreso in positivo. Mentre di solito Norelli scrive in modo molto accademico e quindi talvolta un po' oscuro, in questo caso lo stile del volume e' di una limpidezza eccezionale, che, associata alla consueta precisione, rende l'opera di estremo interesse anche per un pubblico di non addetti ai lavori.
Nel libro Norelli prende in considerazione i testi apocrifi che si occupano di Maria: la cosa non e' di poco conto, perche' gli apocrifi "mariani" hanno avuto un'influenza fondamentale (e mai riconosciuta) nello sviluppo delle dottrine relative alla madre di Gesu'. Praticamente di Maria nel Nuovo Testamento parlano solo i racconti della nativita' in Matteo e Luca, ma alcuni dogmi molto discussi (come ad esempio quello della verginita' durante e dopo il parto di cui non si fa parola nella Bibbia) traggono origine da racconti non canonici, in questo caso dal Protovangelo di Giacomo. Norelli fa acutamente notare che questi apocrifi sono snobbati tanto dagli studiosi credenti (che sostengono i dogmi mariani, ma non vogliono mettere in crisi il concetto di canone) quanto dai laici (che si interessano agli apocrifi, ma non vogliono sembrare dei sostenitori dei dogmi).
La ricerca di Norelli mostra che gli apocrifi possono contenere anche tradizioni molto antiche. Un caso sorprendente e' quello del cosiddetto Vangelo dello Pseudo-Matteo, un testo molto tardo nel quale tuttavia si racconta del soggiorno di Maria e del piccolo Gesu' in Egitto senza alcun accenno alla presenza di un padre del bambino. Norelli mostra molto bene che questa tradizione puo' venire da molto lontano, se negli strati piu' antichi dei Vangeli sinottici Gesu' e' chiamato solo "figlio di Maria" (si pensi a Mc 6:3) e se Ignazio di Antiochia, all'inizio del secondo secolo, spiega che Gesu' era discendente di Davide perche' lo era Maria, senza alcuna menzione di Giuseppe (per tacere dell'accusa, forse rivolta a Gesu' direttamente, di essere un figlio illegittimo).